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Bovillae
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top
(latino)

«...Accedo Bovillas

clivumque ad Virbi praesto est mihi Manius heres!»

(italiano)

«Vo’ alle Boville,

se mi secchi, e all’Ariccia,

e scrivo erede

Manio!»

(Aulo Persio Flacco, Satirae, Satira VI vv. 54-55, traduzione di Vincenzo Monti.)

mweaBovillae (anche nota con le denominazioni corrotte di mweqBobellae, mwegRovillae, mwewBuella, mwfaBoile, mwfqBoville) è un'antica città latina e poi mwfgromana che sorgeva a sud di mwfwRoma, ed oggi è convenzionalmente identificata con la frazione di mwgaFrattocchie del comune di mwgqMarino, nella mwggcittà metropolitana di Roma Capitale, nell'area dei mwgwCastelli Romani.

Bovillae era la prima località abitata provenendo da mwhqRoma lungo la mwhgvia Appia: gran parte della sua importanza nel corso dei secoli le fu data da questa posizione importante su una delle mwhwstrade più trafficate dell'mwiaImpero romano. Dopo la distruzione della capitale latina di mwiqAlba Longa all'epoca di mwigTullo Ostilio, ubicata poco lontano dalla città, è attestato che gli albani longani si trasferirono a mwiwBovillae portandovi le istituzioni religiose più importanti dei mwjaLatini, che qui sopravvissero durante il primo periodo della dominazione romana. La città, divenuta una delle più fiorenti dell'mwjqAgro Romano, venne saccheggiata dai mwjgVolsci nel mwjw490 a.C. e iniziò così la sua decadenza: grazie all'onore attribuitole di aver dato origine alla mwkaGens Iulia, attorno al mwkq17 l'imperatore mwkgTiberio istituì a Bovillae il collegio sacerdotale dei mwkwSodales Augustales ("Sacerdoti di Augusto")cite-ref-1[1] e i mwmaLudi Augustales, solenni giochi in onore di mwmqAugusto. Dopo la mwmgcaduta dell'Impero romano d'Occidente, per secoli il nome della città cadde nell'oblio fino ai primi scavi archeologici eseguiti dall'archeologo mwmwGiuseppe Tambroni tra il mwna1823 ed il mwnq1825, che riportarono alla luce i ruderi del mwngcirco, considerato uno dei più grandi di mwnwRoma.

Contents

Storia
Note

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Storia

Le origini del nome

Vi sono due ipotesi sull'origine del toponimo Bovillae. Una, la più romantica, la farebbe derivare da "bovis hillae" ("intestini di bue"):cite-ref-2[2] questo nome così strano sarebbe giustificato da un aneddoto, che narra di un bue offerto come vittima sacrificale presso il tempio di Giove Laziale a Monte Cavo, che, già ferito dalla lama del sacerdote, si liberò e riuscì a fuggire; ma andò a morire nel luogo in aperta campagna che poi avrebbe preso nome dalle sue viscere.

Tuttavia lo storico marinese Girolamo Torquati obiettò contro questa ipotesi e propose una derivazione da "boum villa" ("tenuta di buoi"): "Bovillae dictae sunt a boum multitudine quasi boum villae" ("Bovillae viene chiamata dalla moltitudine di buoi, per così dire, una tenuta di buoi").cite-ref-3[3] Infatti nelle fertili campagne dei Colli Albani pasceva il bestiame tra cui i buoi destinati ai sacrifici religiosi. Inoltre, questa ipotesi potrebbe essere suffragata dalla collocazione stessa della città: sorge infatti all'incrocio tra la via commerciale tra Roma e la Campania, che poi divenne la via Appia, e l'antichissima via di transumanza delle greggi tra il mar Tirreno e gli Appennini, oggi segnata dalla Strada statale 207 Nettunense e dalla Strada Provinciale 77/b Pedemontana dei Castelli.

La fondazione

(latino)

«

Igitur regnante Latino Silvio coloniae deductae sunt Praeneste, Tibur, Gabii, Tusculum, Cora, Pometia, Labici, Crustumium, Cameria, Bovillae caetera oppida circumquaque.

»

(italiano)

«Dunque sotto il regno di Latino Silvio furono fondate le colonie di

Praeneste

,

Tibur

,

Gabii

,

Tusculum

,

Cora

,

Pometia

,

Labici

,

Crustumium

,

Cameria

,

Bovillae

ed altre città fortificate dei dintorni.»

(Sesto Aurelio Vittore, De Origine Gentis Romanae, XVII, 6.)

La fondazione della città di Bovillae è avvolta nel mistero. L'ipotesi più accreditata,cite-ref-nota1-4-0[4] ed oggi considerata l'unica attendibile storicamente, è che la città venne fondata come colonia della capitale latina mwsgAlba Longa, situata a poca distanza sul crinale orientale del mwswLago Albano, al tempo del quarto re albano, Latino Silvio.

Un'altra ipotesi, più pittoresca, vorrebbe che la fondazione di Bovillae e la sua denominazione avvenisse in seguito alla fuga di un bue, che doveva essere sacrificato presso il tempio di mwtqGiove Laziale a mwtgMonte Cavo ed era riuscito a scappare disperatamente prima di morire dissanguato sul sito che poi prese nome di Bovillae. La scomposizione stessa del toponimo infatti sarebbe, secondo i sostenitori di questa ipotesi, una conferma di ciò: "bovis hillae" ("viscere di bue").cite-ref-nota1-4-1[4]

Un'ipotesi non trascurabile sull'ubicazione della città al momento della sua fondazione, avallata da numerosi studiosi, è che la città pre-romana e repubblicana sorgesse a sud-est dell'area scavata nel mwva1823-mwvq1825, ovvero in una posizione elevata e non a ridosso della mwvgvia Appia:cite-ref-notacoarelli3-5-0[5] solo in età tardo-repubblicana l'abitato avrebbe iniziato a spostarsi verso la valle, in posizione migliore per i commerci.

La dominazione romana

Età monarchica

La data convenzionale della distruzione della città di mwxgAlba Longa da parte dei mwxwRomani, governati dal terzo mwyare di Roma mwyqTullo Ostilio, è il mwyg668 a.C.: in questo anno il mwywLatium vetus, ovvero le quarantasette città confederate nella mwzaLega Latina, furono di fatto assoggettate a mwzqRoma che strinse con esse un vincolo sempre più forte fino a soffocare completamente ogni loro autonomia politica.

La popolazione della capitale albana distrutta che non fu deportata a Roma prese a quanto sembra residenza nella colonia di Bovillae,cite-ref-nota1-4-2[4] e sempre a Bovillae rinacquero le antiche istituzioni religiose latine delle Virgines Albanaecite-ref-6[6] o i Pontifices Albani ed i Salii Albani.cite-ref-7[7] L'incremento dell'importanza di Bovillae dopo la caduta di mwcwAlba Longa è documentata da due iscrizioni latine rinvenute durante gli scavi del mwda1826 nel sito archeologico della città:cite-ref-nota1-4-3[4] da entrambe le iscrizioni si ricava l'informazione che gli abitanti della città in età monarchica e repubblicana si chiamavano "Albani Longani Bovillenses", fregiandosi della discendenza diretta dalla leggendaria capitale albana.cite-ref-notacoarelli1-8-0[8]

Età repubblicana

Nel mwpw489 a.C. mwqaGneo Marcio Coriolano, alla testa di una minacciosa armata di mwqqVolsci, assedia e saccheggia numerose città dell'mwqgAgro Romano fedeli a mwqwRoma, e tra esse mwraMugillae, antico insediamento collocato a poca distanza da Bovillae presso l'attuale mwrqSanta Maria delle Mole, e Bovillae stessa.cite-ref-nota2-9-0[9] Lo storico mwsgDionigi di Alicarnassocite-ref-10[10] scrive in proposito all'assedio e al saccheggio:

(latino)

«Hinc [Coriolanus] exercitum admovit ad Bovillas quod oppidum et illustre tunc erat et unum a primariis Latini generis civitatibus numero perexeguis. Cum ab oppidanis moenium firmitate, et propugnatorum multitudine fretis excluderentur,

[Coriolanus]

milites ad fortiter pugnandum exhortatus propositis maximis praemiis his qui primi evasissent in moenia rem strenue aggressus est; pugnatumque est circa id oppidum acriter; nam Bovillani non modo a moenibus hostem arcebant sed etiam apertis portis confertim prorumpebant adversosque magnavi per declivia propellebant. Plurimi Volscorum ibi caesi, diuque duravit oppugnatio vix ulla spe victoriae. Sed imperator in cadentium locum altos sufficiens efficiebat ne sentiretur detrimentum numeri: laborantibusque addebat animum et quaque parte premerentur ipse labantes fulciebat; nec verbis tantum, verum etiam exemplo suos animabat, nam omnia subibat pericula, nihil intentatum reliquens donec vi moenia caperet; tandemque hac etiam potitus urbe victos partim occidit repugnantes partim vivos cepit; adeptusque clarissimam victoriam exercitum abduxit, plurimis et luculentissimis oneratum spoliis, ditatumque pecuniis maximis plures enim ibi quam in caeteris oppidis reperiebantur.»

(italiano)

«Quindi [Coriolano] mosse il suo esercito verso Bovillae, una città fortificata che allora era degna di nota ed una tra le principali città della stirpe latina scarsissima per popolazione. Poiché erano respinti dagli abitanti fiduciosi nella solidità delle mura e nella moltitudine dei difensori, [Coriolano] esortò i soldati a combattere più tenacemente promettendo grandi ricompense a coloro che per primi avessero scalato le mura e intraprese prontamente la faccenda. Intorno a quella città si combatté duramente: infatti i Bovillani non solo respinsero gli assalitori dalle mura, ma aperte le porte si lanciarono fuori in file serrate e misero in fuga i nemici lungo i declivi. In quell'assalto morirono moltissimi Volsci e l'assedio si protrasse a lungo con appena qualche speranza di vittoria. Ma il comandante al posto dei caduti ne rimpiazzava altri per non far notare il numero delle perdite: agli affaticati infondeva coraggio e ovunque fossero incalzati lui in persona sosteneva i vacillanti. Non solo con le parole, ma anche con l'esempio incitava i suoi. Infatti si sottoponeva ad ogni pericolo, non lasciando nulla di intentato finché non avesse preso le mura con la forza. E una volta espugnata anche questa città, fece uccidere una parte degli sconfitti che combattevano e catturò vivi un'altra parte. Conseguita una splendida vittoria, condusse via l'esercito, carico di moltissime e magnifiche spoglie, e arricchito con ingenti quantità di denaro: ne trovarono infatti più lì che nelle altre piazzeforti.»

(Dionigi di Alicarnasso, Ρομαικη αρχαιη, lib. VIII cap. 21, vv. 1-3.)

La città di Bovillae, dunque, saccheggiata di tutte le sue ingenti ricchezze dai mwvwVolsci, subì probabilmente un periodo di decadenza. Nuova importanza per la città derivò però dalla costruzione della mwwavia Appia, opera iniziata nel mwwq312 a.C. per volere del censore mwwgAppio Claudio Cieco. Bovillae fu sede di mwwwtaberna, a metà strada tra mwxaRoma e la mwxqprima statio, mwxgAricia.

Al termine della travagliata mwyaguerra civile tra Mario e Silla (mwyq83 a.C. - mwyg82 a.C.), dopo la mwywbattaglia di Porta Collina (2 novembre mwza82 a.C.) e l'ascesa al potere di mwzqLucio Cornelio Silla, venne emanata la mwzglex Sullana, che ordinò la centuriazione e la distribuzione ai suoi veterani delle terre a sud di mwzwRoma comprese tra Bovillae, mw0aCastrimoenium - l'attuale mw0qMarino, di fondazione appunto sillana - e mw0gTusculum.cite-ref-nota2-9-1[9] Queste zone erano state la roccaforte dei seguaci di mw1wGaio Mario e poi di mw2aGaio Mario il Giovane, e la scelta di installarvi dei fedelissimi alla nascente dittatura sillana non fu certo una scelta casuale.

Da questo momento storico, inizia il lento declino di Bovillae: mw2gMarco Tullio Cicerone, nell'orazione mw2wPro Plancio, dichiara che addirittura nella sua epoca, nel mw3aI secolo a.C., a stento un delegato bovillense si presentava alle riunioni religiose della mw3qLega Latina:cite-ref-11[11]

(latino)

«Nisi forte Lavicana, aut Bovillana aut Cabina vicinitas adiuvabat, quibus e municipiis vix iam qui carnem Latinis petant inveniantur.»

(italiano)

«Se la forte Labico non aiutasse la vicina Gabii o Bovillae, già da quei municipi non si troverebbe chi chieda la carne dei Latini.»

(Marco Tullio Cicerone, Pro Cn. Plancio.)

Cicerone doveva conoscere abbastanza bene Bovillae e il suo territorio, poiché suo fratello, Gneo Tullio Cicerone, possedeva una tenuta proprio nel bovillense.cite-ref-12[12] Anche due senatori possedevano fondi presso l'antica Bovillae, tra il IX ed il X miglio della mw6avia Appia: essi erano Sesto Tedio e Sestio Gallo, entrambi citati da Cicerone nell'orazione mw6qPro Milone.

Il 20 gennaio mw6w52 a.C. mw7aPublio Clodio Pulcro, avversario politico per l'ascesa al mw7qconsolato di mw7gTito Annio Milone, venne trucidato dai sicari di quest'ultimo in prossimità della mw7wtaberna di Bovillae, poco lontano dalla propria villa identificata oggi presso la località Ercolano di mw8aCastel Gandolfo.cite-ref-13[13] Il corpo di Clodio venne portato a spalla dai suoi sostenitori presso la mw9qtaberna di Bovillae, dove fu mw9gesposto alla pietà popolare prima delle esequie pubbliche che si tennero nel mw9wForo Romano. Il fatto è riferito non solo da mw-aMarco Tullio Cicerone nell'orazione in difesa di Milone,cite-ref-14[14] ma anche da altri scrittori di età successiva come mw-qAppiano di Alessandria (mw-g95 - mw-w165), Quinto Asconio Pediano (mwaqaI secolo), mwaqeVelleio Patercolo (mwaqi19 a.C. - mwaqm31) e mwaqqCassio Dione (mwaqu155 - post mwaqy229).cite-ref-15[15]

Età imperiale

Nei giorni immediatamente successivi alla morte di mwarcAugusto, avvenuta a mwargNola il 19 agosto mwark14, un imponente corteo funebre partì dalla città campana e percorse tutta la mwarovia Appia verso nord fino a mwarsRoma. La salma venne anche esposta a Bovillae, dove i decurioni (una sorta di magistratura civica a base timocratica) la consegnarono agli mwarwequites giunti da mwar0Roma per portare l'augusto defunto nella Capitale.cite-ref-referencea-17-0[17]

Nel mwasm17 d.C. il successore di Augusto nel governo dell'mwasqimpero romano, mwasuTiberio, ordinò che la mwasydinastia giulio-claudia e la memoria del suo patrigno venisse celebrata a Bovillae, luogo d'origine supposita della mwascGens Iulia, istituendo i Sodales Augustales ("Sacerdoti di Augusto"). Per questo scopo sorse l'imponente circo, il teatro ed il sacrario della Gens Iulia.cite-ref-notacoarelli1-8-1[8]cite-ref-referencea-17-1[17]

Lentamente, Bovillae andò decadendo: se ne trovano tracce in diversi autori di età imperiale inoltrata, che la menzionano come località lungo la mwatevia Appia. Dopo le invasioni barbariche e il mwatisacco di Roma perpetrato dai mwatmVisigoti di mwatqAlarico I nel mwatu410, le località lungo la trafficata mwatyvia Appia furono le prime a subire la devastazione e la furia dei barbari. Bovillae, tanto era scaduta d'importanza, non viene menzionata neppure nella donazione dell'imperatore mwatcCostantino I alla mwatgCattedrale di San Giovanni Battista di mwatkAlbano Laziale, risalente, stando alle date ufficiali, al mwato326.

La decadenza

Il periodo medioevale

Opinione comune di molti storici è che la fine di Bovillae sia stata decretata dal saccheggio saraceno dell'mwat8846cite-ref-18[18], e dalle successive incursioni saracene nell'Agro Romano, che spopolarono i centri più vulnerabili e popolarono altri luoghi più impervi o situati su colli e alture. È infatti proprio nel periodo a cavallo fra mwauqX e mwauuXI secolo che si hanno le prime menzioni di Marino, centro sviluppatosi su una rupe di peperino a notevole distanza dal mare.

L'ultima menzione di Bovillae, o almeno del luogo che prendeva nome da essa, è contenuta in due atti risalenti al mwauc1024, che riguardano i confini della Massa Camellaria: viene menzionata infatti una grotta o cripta di Buella sulla mwaugvia Appia.cite-ref-19[19]

Durante il pontificato di mwau4papa Onorio III (mwau81216-mwava1227), esponente dell'allora potente mwavefamiglia Savelli che possedeva i feudi di mwaviCastel Gandolfo, mwavmAlbano Laziale ed mwavqAriccia ed i castelli di mwavuBorghetto di Grottaferrata e mwavyCastel Savello, è plausibile che la proprietà del territorio bovillense spettasse ai Savelli, poiché lo storico e archeologo Giuseppe Tomassetticite-ref-tomassetti-20-0[20] afferma che essi fecero costruire una chiesa ricca di mosaici e pavimenti cosmateschi a mwavsFrattocchie: quella stessa chiesa venne in seguito ripristinata dal mwavwcardinale mwav0Girolamo Colonna nel mwav4Seicento e distrutta e ricostruita in forme moderna nel corso del mwav8Novecento.cite-ref-21[21]

Da allora in poi il territorio bovillense seguì fondamentalmente le vicissitudini del feudo di Marino, a cui divenne nel corso dei secoli legato indissolubilmente, passando sotto la dominazione degli mwawuOrsini e poi dei mwawyColonna.

Nel novembre mwawg1347 il territorio bovillense fu percorso dall'esercito di mwawkCola di Rienzo, giunto da mwawoRoma per espugnare il castello di Marino dove si erano asserragliati i feudatari Giordano e Rainaldo Orsini: tuttavia, non riuscendo a conquistare quel ben munito castello, decise di ripiegare sull'assedio del piccolo castello di mwawsCastelluccia, situato poco più a sud del sito archeologico dell'antica Bovillae.cite-ref-22[22] Così riferisce l'Anonimo Romano nella sua famosa mwaxaCronica riguardo all'episodio:cite-ref-23[23]

«In questi dìi sopravenne a Roma uno cardinale; legato era de papa. Questo legato infestava tuttavia con lettere che 'llo tribuno tornassi a Roma, ca 'lli voleva alcuna cosa rascionare. Allora lo tribuno, fatto lo guasto, una dimane per tiempo levao campo e annao sopra la castelluzza, poco da longa da Marini. Sùbito la prese, e instanti fuoro dati per terra li muri intorno. Ià voleva commattere la rocca e la torre rotonna, dove se era redutta la fantaria. E per espugnare quella torre avea fatto fare doi castella de lename, le quale se voitavano sopra rote. Avea scale e artificii de lename. Mai non vedesti sì belli ignegni. Apparecchiava picchioni e aitri instrumenti. Moite ammasciate recipéo in quello luoco. Curreva de 'llà una acquicella. In quella acquicella vagnao doi cani e disse ca erano Ranallo e Iordano cani cavalieri. Puoi guastao la mola. Puoi mosse tutta soa oste e tornao a Roma, perché le lettere dello legato infrettavano.»

(Anonimo Romano, Cronica, cap. XVIII - Delli granni fatti li quali fece Cola de Rienzi, lo quale fu tribuno de Roma augusto.)

L'età moderna

Per la sua posizione di passaggio sulla mwax8via Appia, ormai ridotta a strada pubblica per mwayaAlbano Laziale, l'antica Bovillae, oggi nota come mwayeFrattocchie, fu più volte attraversata da soldataglie belligeranti di opposte fazioni: nel mwayi1436 fu la volta delle truppe del cardinale comandante pontificio mwaymGiovanni Maria Vitelleschi in lotta contro i mwayqSavelli ed i mwayuColonna, nel mwayy1485 delle milizie personali dei mwaycColonna e degli mwaygOrsini durante la guerra tra mwaykpapa Sisto IV e mwayoAlfonso V d'Aragona, nel mways1744 dei soldati austriaci durante la guerra di successione al mwaywregno di Napoli.

mway4Papa Urbano VIII nel mway81636 fu il primo mwazaPapa a villeggiare nel mwazePalazzo Pontificio di Castel Gandolfo: da allora tutti i pontefici che si recavano nella residenza pontificia non mancarono mai di fermare il loro "treno" - il corteo che partiva da mwaziRoma - a mwazmFrattocchie per una sosta presso la mwazqVilla della Sirena, residenza voluta nel mwazuSeicento dal cardinale mwazyGirolamo Colonna.cite-ref-notadelnero1-24-0[24]

Nel mwazw1777 mwaz0papa Pio VI ordinò di iniziare i lavori di bonifica della mwaz4via Appia nel tratto che attraversava le mwaz8Paludi Pontine:cite-ref-notadelnero1-24-1[24] tra il mwaaq1780 ed il mwaau1789 venne così riattivata la gloriosa via Appia, su cui venne dirottata la strada postale tra mwaayRoma e mwaacNapoli che prima attraversava Marino, ed ora passando per mwaagFrattocchie toccava mwaakAlbano Laziale e mwaaoGenzano di Roma.cite-ref-25[25]

Durante le vicende della mwabaRepubblica Romana (1798-1799), tra l'osteria delle Frattocchie e il centro storico di mwabeCastel Gandolfo venne combattuta un'aspra battaglia tra l'esercito francese, comandato dal generale mwabiGioacchino Murat e spalleggiato da volontari marinesi e frascatani, e alcune forze contro-rivoluzionarie di abitanti di Castel Gandolfo, Albano e mwabmVelletri.cite-ref-26[26]

Gli scavi archeologici

I primi rinvenimenti accidentali

I primi rinvenimenti archeologici effettuati nel territorio dell'antica città di Bovillae, dopo vari secoli di oblio, avvennero nel corso del Settecento e furono del tutto accidentali. Nel mwabs1712 lungo l'Olmata del Papa, attuale mwabwStrada statale 140 del Lago Albano, presso la frazione di mwab0Due Santi, venne scoperta una catacomba sotterranea, ma se ne è persa ad oggi l'ubicazione.cite-ref-notadelnero2-27-0[27] Durante i lavori per l'allargamento della mwacivia Appia, nel mwacm1787, vennero rinvenuti resti di un oratorio paleocristiano alla convergenza tra la mwacqvia Appia Antica e la mwacuvia Appia Nuova, debitamente distrutti; nello stesso sito quasi un secolo più tardi, nel mwacy1869, vennero alla luci altri resti dell'oratorio, anch'essi dispersi.cite-ref-notadelnero2-27-1[27]

I primi scavi: 1823 - 1825

L'archeologo Giuseppe Tambroni, con l'ausilio del cavalier Vincenzo Colonna, visto il crescente interesse che maturava anche sul grande pubblico il costante rinvenimento di materiale archeologico nell'mwac0Agro Romano: prese nel mwac41823 la decisione di avviare una campagna di scavi per individuare il sito esatto dell'antica Bovillae.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]

Gli scavi raggiunsero in buona parte il loro scopo: vennero infatti individuati i resti dell'imponente circo e del teatro, un locale forse adibito a sala termale, e i siti probabili del sacrario della mwadgGens Iulia e del tempio di mwadkVeiove. L'archeologo Luigi Canina studiò il sito attentamente ed elaborò una mappa archeologica di Bovillae; anche lo storico marinese Girolamo Torquati prese personalmente visione, in seguito, dei reperti individuati dal Tambroni.

La sistemazione dell'Appia Antica: 1853

Nel mwadw1853, regnante papa Pio IX, il governo pontificio commissionò ad una lunga serie di studiosi, storici, artisti ed archeologi di chiara fama (mwad0Ennio Quirino Visconti, mwad4Antonio Canova, mwad8Carlo Fea, mwaeaAntonio Nibby, mwaeeLuigi Canina, mwaeiGiovanni Battista de Rossi)cite-ref-30[30] di curare il ripristino archeologico della via Appia Antica. Così tutto il primo tratto dell'antica strada tra mwaecRoma e mwaegMarino, abbandonato dal nuovo tracciato, fu protetto e i ruderi ivi localizzati furono catalogati. La sistemazione della strada, che dopo il fallimento del progetto della "Passeggiata Archeologica" fu proseguita solo nel mwaek1988 con la costituzione del mwaeoParco regionale dell'Appia antica, arrivò fino a mwaesFrattocchie, senza però che anche l'area urbana di Bovillae fosse lambita.

Gli ultimi scavi e restauri: 1910 e 1930

Nel mwae4primo decennio del mwae8Novecento il Comune di Marino sovvenzionò l'inizio di alcuni scavi archeologici presso la località Tor Messer Paolo e Colle Licia, per individuare il sito della Bovillae pre-romana; infatti, si era diffusa l'opinione dello "slittamento" progressivo dell'abitato verso valle verificatosi nel corso dei secoli. Lo studioso Giuseppe Tomassetti in persona poté vedere gli scavi e riscontrare che erano stati fatti ritrovamenti ricollegabili a una struttura termale o a delle abitazioni.cite-ref-tomassetti-20-1[20] Tuttavia la cronica carenza di fondi e il disinteresse verso un'operazione del genere segnarono la conclusione dell'operazione archeologica, proprio mentre il Comune costituiva l'Antiquarium Comunale.

Nel mwafu1930, durante il regime fascista, gli scavi archeologici di Bovillae furono curati di un minimo di attenzione: vennero infatti consolidati e risistemati i tre archi dei mwafycarceres del circo: tuttavia l'interesse durò poco. Infatti già dal secondo dopoguerra l'intensificarsi dell'urbanizzazione di mwafcFrattocchie e mwafgSanta Maria delle Mole soffocò i monumenti faticosamente portati alla luce.

Altri rinvenimenti sparsi

I rinvenimenti sparsi effettuati in varie epoche nel territorio bovillense sono numerosissimi. La maggior parte di essi non sono neppure documentati correttamente, e molti reperti sono conservati presso il mwafsMuseo civico Umberto Mastroianni di Marino o nei depositi dell'mwafwIstituto statale d'arte Paolo Mercuri senza indicazione di luogo di rinvenimento o data perché indisponibile. Le opere più pregiate, purtroppo, sono state portate all'estero: un esempio è lmwaf0'mwaf4Apoteosi di Omero conservata al mwaf8British Museum di mwagaLondra.

Lo storico marinese mwagiGirolamo Torquati riferisce di essere stato personalmente presente in almeno due casi di ritrovamenti accidentali di reperti archeologici nell'area dell'antica Bovillae.cite-ref-31[31] Il 13 marzo mwagc1891 nella vigna di Ernesto Terribili, alla convergenza tra mwaggvia Appia Nuova e mwagkvia Nettunense, furono rinvenuti, mentre veniva scassato un canneto, alcuni blocchetti di peperino parte di una recinzione funebre e due sarcofagi in marmo bianco lavorati rozzamente, uno lungo 2.30 metri e l'altro 2.16, con all'interno due scheletri. I sarcofagi erano contenuti nei resti di un edificio a volta che era stata una cripta. Non furono ritrovate iscrizioni.cite-ref-32[32] Il 14 febbraio mwag41886 invece, nella vigna dei fratelli Giuseppe ed Antonio Vitali presso le mwag8Frattocchie, fu scoperta una mwahaVenere in marmo, che il Torquati immediatamente provvide a segnalare alle autorità competenti.cite-ref-33[33]

La situazione attuale

«Sempre più saccheggiate, queste rovine vanno ai nostri giorni a scomparire, in mezzo alla indifferenza della gente [...]»

(Giuseppe Tomassetti, La Campagna Romana antica, medioevale e moderna, vol. IV.cite-ref-tomassetti-20-2[20])

A partire dall'urbanizzazione sfrenata delle frazioni di Marino, che ha visto nascere dal nulla insediamenti nuovissimi -come mwah0Santa Maria delle Mole o mwah4Cava dei Selci-, gli scavi di mwah8Bovillae sono stati dimenticati. Di tanto in tanto vengono menzionati per campagne pubblicitarie o politiche di qualche singolo personaggio, ma nel frattempo si sta perdendo anche l'ubicazione esatta dei reperti faticosamente scavati nell'mwaiaOttocento.

Nel 1992, in occasione della campagna per l'autonomia amministrativa delle frazioni di mwaiiFrattocchie, mwaimSanta Maria delle Mole e mwaiqCava dei Selci da Marino, è stato scelto per il nuovo comune, che ha avuto vita breve (dal 1993 al 1995), il nome di "mwaiuComune di Boville", per segnalare il legame di continuità, oggi più che mai inesistente, tra l'antica città latina ed il moderno agglomerato urbanistico.

Nel 2011-2012 rilevamenti archeologici preventivi nella zona di vicolo del Divino Amore hanno permesso di individuare una strada basolata, quasi perfettamente conservata, di accesso al circo, tagliata trasversalmente dalla via Nettunense nuova.cite-ref-34[34]

Descrizione

Resti archeologici

«Ma nonostante la catastrofe che malauguratamente fece dileguare la doviziosa Boville, se il villico ignorante, ed avaro non guastasse continuamente i monumenti che rinviene a simiglianza delle famose Arpie del divino Ludovico lordono sozzamente ciò che distrugger non possono, e per questo modo, mentre ne scapita la Storia, moltissimi oggetti di arte sono a vil monete e di soppiatto venduti a persone di oltremare e di oltremonte.»

(Girolamo Torquati, op. cit., p. 193.)

Il circo

I resti archeologici più importanti rinvenuti a Bovillae nel corso degli scavi di Giuseppe Tambroni (mwaja1823-mwaje1825) sono quelli appartenenti al circo.cite-ref-notacoarelli3-5-1[5] Voluto dall'imperatore mwajyTiberio dopo la morte del patrigno e predecessore mwajcAugusto (mwajg14) per onorarne la memoria con degli speciali giochi circensi, i mwajkLudi Augustales, la lunghezza del circo era di 337,50 metri per una larghezza di 68,60,cite-ref-notacoarelli3-5-2[5]cite-ref-notavaticano-35-0[35] ed era uno dei più grandi circhi di mwakiRoma, superando sia il Circo Vaticano sia il Circo Agonale (oggi mwakmpiazza Navona).cite-ref-notavaticano-35-1[35]

Del circo oggi rimangono solo tre arcate in blocchi di mwakkpeperino, appartenenti alla struttura dei mwakocarceres, più una quarta arcata inglobata in un cascinale.cite-ref-notacoarelli3-5-3[5] In origine dovevano esserci dodici arcate. La spina del circo era lunga 197 metri, e decorata con statue ed altri ornamenti: parti della spina furono rinvenute durante gli scavi ottocenteschi. La capienza della struttura si aggirava tra gli 8.000 ed i 10.000 spettatori. I mwak8Ludi Augustales furono celebrati almeno durante tutta la mwaladinastia giulio-claudia, poiché un'iscrizione del mwale53 ricorda un tale auriga Fuscus della mwalifactio prasinacite-ref-notacoarelli3-5-4[5] vincitore dei giochi bovillensi (mwalcLudi Augustales).

Il teatro

I ruderi del teatro di Bovillae sono stati individuati alle spalle del circo. La data di fondazione del complesso, costruito comunque secondo tutte le norme classiche, è ignota. Presso il teatro era presente una mwaloscola actorum di mimi, come è attestato dalla seguente iscrizione in memoria dell'archimimo Aciliocite-ref-36[36]:

mwamiL.ACILIO.L.F.POMP.EVTYCHE.NOBILI.ARCHI
MIMO.COMMUN.MIMOR.ADLECTO.DIVURNO
PARASITO.APOLL.TRAGICO.COMICO.PRIMO
SUI.TEMPORIS.ET.OMNIBUS.CORPORIB.AD
SCAENAM.HONOR.DECVURIONI.BOVILLIS
QUEM.PRIMUM.OMNIUM.ADLECT.PATRE
APPELLAVERVNT
ADLCETI.SCENICORUM.EX.AERE.COLLAT
OB.MUNERA.ET.PIETATEM.IPSIUS.ERGA
CVIVS.OB.DEDICATIONEM.SPORTULAS.DE.SE.
DII.ADLECTIS.SING.XXV.DECVR.BOVILL
SING.V.AVGVSTAI.SING.III.MVLIER.HONO
ET.POPVLO.SING.I
DEDIC.III.IDVS.AVG.SOSSIO.PRISCO
ET.COLLIO.APOLLINARI.COS.CVRATO
RE.Q.SOCIO.AVGUSTINIANO
ORDO.ADLECTORUM****PLAVTIVS
AELIVS.TORPHIMI****RECEPTVS
DASMIVS.CARVS

Lo studioso mwanyAntonio Nibbycite-ref-37[37] afferma che la scena del teatro aveva ventisette piedi di raggio e quarantasette di diametro. Inoltre, furono rinvenuti anche i gradini del teatro.

Il tempio di Veiove

Durante gli scavi archeologici del mwan01823-mwan41825, venne rinvenuta nell'area tra mwan8Frattocchie e mwaoaDue Santi un'ara sacra pagana con sopra iscritta la seguente iscrizionecite-ref-38[38]:

mwaogVEDIOVEI.PATREI
GENTILES.IULEI

Questo ritrovamento farebbe supporre la presenza presso l'antica città di un tempio pagano dedicato a mwaosVeiove, divinità locale latina la cui funzione non è molto chiara, ma che era titolare di mwaowun tempio sul Campidoglio a mwao0Roma posto mwao4inter duos lucos, ovvero tra i due boschi sacri dove trovavano immunità i malfattori o i supplici. Il tempio di Bovillae venne probabilmente eretto dalla mwao8Gens Iulia, originaria della città, in un'epoca non meglio definita, collocata approssimativamente dall'archeologo mwapaAntonio Nibby attorno al mwapeI secolo a.C.cite-ref-books-google-it-39-0[39]

Il sacrario della Gens Iulia

In Bovillae fu dedicato un sacrario alla mwapgGens Iulia.cite-ref-notacoarelli3-5-5[5]cite-ref-40[40] La sua costruzione avvenne nel mwaqe17, alcuni anni dopo la morte di mwaqiAugusto su iniziativa del suo successore mwaqmTiberio. Secondo lo scopritore della città, l'archeologo Giuseppe Tambroni, in questo sacrario sarebbe stato sepolto mwaqqAugusto dopo le solenni esequie di stato celebrate a mwaquRomacite-ref-41[41]: tuttavia, è un'ipotesi non supportata da alcun fatto.cite-ref-42[42]

Lo studioso mwaq8Antonio Nibby descrive una struttura ottagona rinvenuta durante gli scavi del mwara1823-mware1825 e pensata dagli scopritori come il sacrariocite-ref-43[43]: costruita interamente in mwarypeperino, dista circa ducento metri dal teatro e la struttura aveva quindici piedi di diametro e venti di altezza; tutto intorno all'ottagono correva un recinto quadrangolare.

I sepolcri lungo la via Appia

Lungo la mwarkvia Appia Antica, soprattutto nel primo tratto, tra mwaroporta San Sebastiano e Bovillae, sono stati ritrovati un numero impressionante di sepolcri monumentali di età romana: la maggior parte di essi sono conservati all'interno del mwarsParco regionale dell'Appia antica, tuttavia almeno due sono localizzati in territorio marinese presso gli scavi dell'antica città.

Il primo è il sepolcro a base quadrata su cui, nella seconda metà dell'Ottocento, venne realizzata una torretta per le misurazioni mwar0geodetiche di padre mwar4Angelo Secchi: da questo episodio deriva il nome con cui è attualmente conosciuta la struttura, "Torre Secchi".cite-ref-44[44]

Il Torraccio di mwasqDue Santi invece si è conservato meglio: reso celebre da mwasumwasyQuer pasticciaccio brutto de via Merulana di mwascCarlo Emilio Gadda, che descrive magistralmente la grama vita dell'mwasgAgro Romano fino agli mwaskanni cinquanta, è solo il nucleo cementizio di un antico sepolcro romano.

Poco distante dalla Via Appia Antica, in Via Costa Rotonda, all'interno della proprietà che attualmente appartiene ai mwasspadri Trappisti, pertinente alla seicentesca Villa della Sirena, si trova un sepolcro romano, sopra al quale nel Medioevo venne edificata una torre ottagonale chiamata Tor Leonardo. Tor Leonardo sorse nel corso del Medioevo sulle rovine di un sepolcro romano di età imperiale, anche se viene menzionata per la prima volta nel mwaswQuattrocento -con il nome di mwas0Turris Leonarde- come possesso dell'mwas4Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata, ed in seguito passò ai mwas8Colonna.cite-ref-45[45]

Altri reperti sparsi

Davanti al Torraccio, un antico sepolcro romano situato al miglio XII della mwatystrada statale 7 Via Appia, nel mwatc1823 fu scoperto un diverticolo in basolato di mwatgpeperino che evidentemente conduceva alle strutture dell'antica città, e che oggi corrisponde all'attuale vicolo del Divino Amore. Il diverticolo, descritto da mwatkAntonio Nibbycite-ref-books-google-it-39-1[39], era sepolto per circa sei piedi di terra e largo dodici piedi, ed aveva impresse le impronte del continuo passaggio delle ruote dei carri.

Accanto al diverticolo, vennero trovati i resti di quella che venne definita "camera da bagno" o parte di un impianto termale. Accanto ad essa, venne rinvenuta una piscina in opera laterizia fatta risalire al II secolo, larga due piedi, lunga quarantotto piedi e alta nove.cite-ref-46[46]

Nell'area del diverticolo descritto dal Nibby, in tempi più recenti sono affiorati, nel corso dei lavori per la costruzione della fognatura in via delle Giostre, alcuni reperti romani in peperino.cite-ref-47[47]

Aree naturali

L'area naturalistica protetta più vicina alla zona archeologica di Bovillae, e quella maggiormente legata ad essa, è il mwausParco regionale dell'Appia antica, istituito nel mwauw1988 dalla Regione Lazio all'interno dei comuni di mwau0Roma, mwau4Ciampino e Marino.

Un'altra area naturalisticamente importante è quella del Divino Amore e di mwavaMugillae, ai confini con il comune di Roma. Questa zona, una delle poche oasi verdi quasi interamente rimaste incontaminate, è attualmente oggetto di una controversia tra autorità comunali e ambientalisti. L'ultima variante del mwavepiano regolatore generale comunale, seppur il Comitato Tecnico Regionale nella seduta del 21 ottobre mwavi2004 abbia tagliato più di 4.000.000 di mmwavm3 di nuove costruzioni, prevede sostanziosi interventi urbanistici, dislocati soprattutto nei territori delle frazioni: il più discusso è l'istituzione di una grande zona D6 ("zone produttive - impianti industriali e attività artigianali") in località Divino Amore-Negroni, in un'area per la quale mwavqLegambiente aveva proposto l'inserimento nel perimetro del mwavuParco regionale dell'Appia antica. Però nell'ultima espansione del perimetro del Parco (17 ottobre mwavy2006) la mwavcRegione Lazio ha escluso la zona di mwavgMugillae e del Divino Amore, suscitando le polemiche degli ambientalisti sull'urbanizzazione dell'areacite-ref-48[48]. Sostanzialmente, verranno edificati 1.000.000 di metrimwav03 di cemento sull'area definita dagli ambientalisti "l'ultimo lembo di Campagna Romana", portando però una capacità insediativa e di addetti pari a 8000 persone.cite-ref-49[49]

Note

cite-note-11. mwawgPublio Cornelio Tacito, Storie, 2, 95
cite-note-22. mwawwmwaw0Torquati 1974,mwaw4 vol. I, cap. XX p. 176.
cite-note-33. mwaximwaxmTorquati 1974,mwaxq vol. I, cap. XX p. 177.
cite-note-nota1-44. mwax4mwax8Torquati 1974,mwaya vol. I, cap. XX pp. 178-179.
cite-note-notacoarelli3-55. mway4mway8Coarelli,mwaza p. 72.
cite-note-66. Antonia Lucarelli, mwazqBoville città dimenticata, in mwazuMemorie marinesi, p. 13.
cite-note-77. mwazkmwazoDel Nero 1994,mwazs p. 13.
cite-note-notacoarelli1-88. mwa0emwa0iCoarelli,mwa0m pp. 70-71.
cite-note-nota2-99. mwa0kmwa0oTorquati 1974,mwa0s vol. I cap. XX p. 180.
cite-note-1010. mwa08mwa1amwa1eDionigi di Alicarnasso, mwa1iAntichità romane, libro VIII capitolo 21, su mwa1mpenelope.uchicago.edu. mwa1qURL consultato il 28-08-2009..
cite-note-1111. mwa1gmwa1kTorquati 1974,mwa1o vol. I cap. XX p. 181.
cite-note-1212. mwa14mwa18Torquati 1974,mwa2a vol. I cap. XX p. 182.
cite-note-1313. Luca Fezzi, mwa2qIl tribuno Clodio, p. 104.
cite-note-1414. mwa2gmwa2kmwa2oMarzo Tullio Cicerone, mwa2sPro Milonemwa2w, su mwa20thelatinlibrary.com. mwa24URL consultato il 28-08-2009..
cite-note-1515. mwa3imwa3mTorquati 1974,mwa3q vol. I cap. XX pp. 183-184.
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cite-note-tomassetti-2020. mwa5mmwa5qTomassetti.
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Bibliografia

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• mwbgmMarco Cavacchioli, Via Appia Antica X - XIII miglio Ciampino - Marino: Itinerario Storico-Archeologico, in corso di pubblicazione (2020).
• Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pagg. 167-186

Voci correlate

• mwbggCastra Albana
• mwbgoCastrimoenium
• mwbgwLago Albano

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Collegamenti esterni

• citerefsapere-itBoville, su sapere.it, De Agostini.
• mwbhmParco archeologico di Bovillae, su parcodibovillae.org.